CORSI FINANZIATI

Cosa sono

I Fondi Interprofessionali sono organismi associativi di diritto privato, istituiti in base ad accordi interconfederali stipulati “dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale” e si alimentano, in base alle adesioni delle imprese, con il contributo dello 0,30% sul monte salari.

La costituzione di veri e propri fondi dedicati venne prevista dall’art. 118 della legge 23 dicembre 2000 n. 388 (legge finanziaria 2001), sulla base di quanto già previsto dal punto d) dell’art. 17 della 24 giugno 1997 n. 196 (cosiddetto pacchetto Treu) che prevedeva il finanziamento di piani formativi, aziendali e territoriali, per mezzo di uno o più fondi gestiti da rappresentanti dei lavoratori e delle imprese.

I fondi possono finanziare interventi di informazione, formazione, addestramento e aggiornamento continuo dei lavoratori occupati in aziende di tutti i settori: industria, artigianato, commercio, servizi, agricoltura, ecc.

Possono utilizzarli, previa adesione, le aziende in regola con i versamenti dei contributi integrativi per la disoccupazione involontaria, per finanziare la formazione dei propri dipendenti.

Aderire a un Fondo Interprofessionale

L’adesione a un fondo interprofessionale serve a finanziare in tutto o in parte i costi della formazione del personale dipendente (sono esclusi titolari, soci o collaboratori), accedendo ai contributi messi a disposizione delle aziende.

Come si aderisce?

Per aderire a un Fondo basta scegliere nella “DenunciaAziendale” del flusso UNIEMENS aggregato, all’interno dell’elemento “FondoInterprof”, l’opzione “Adesione” selezionando il codice che corrisponde al fondo prescelto (ce ne sono circa una ventina) e inserendo il numero dei dipendenti (solo quadri, impiegati, operai e apprendisti) interessati all’obbligo contributivo. In questo modo, si indica la propria volontà di affidare a tale Fondo il proprio contributo INPS dello 0,30%.

Quanto costa questa adesione?

Nulla: l’adesione a un Fondo è libera e gratuita! L’azienda è già assoggettata al contributo dello 0,30%, che salvo adesione a un Fondo in particolare, viene versato automaticamente all’INPS (e va sostanzialmente perso).

Elenco dei fondi interprofessionali

Quali e quanti sono i fondi interprofessionali?
Ad oggi i fondi professionali sono circa una ventina:

  • Fondimpresa (Fondo per la Formazione Continua) – codice adesione: FIMA
  • Fondoprofessioni (Fondo per la Formazione Continua negli Studi Professionali) – cod. adesione FPRO
  • Fonditalia (Fondo formazione Italia) – codice adesione: FEMI
  • FonARCom (Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua) – cod. FARC
  • Fondo Artigianato Formazione (Fondo per la Formazione Continua nelle Imprese Artigiane) – codice adesione: FART
  • Fon.Coop (Fondo per la Formazione Continua nelle Imprese Cooperative) – codice adesione: FCOP
  • Fondo Dirigenti PMI (Fondo per la formazione Professionale Continua dei Dirigenti delle Piccole e Medie Imprese Industriali) – codice adesione: FDPI
  • FAPI – Fondo Formazione PMI (Fondo per la Formazione Continua per le Piccole e Medie Imprese) – codice adesione: FAPI
  • FONDIR (Fondo per la Formazione Continua dei Dirigenti del Terziario) – codice adesione: FODI
  • Fondirigenti (Fondirigenti – Fondazione per la Formazione alla dirigenza nelle Imprese Industriali) – codice adesione: FDIR
  • FOR.TE. (Fondo per la Formazione Continua del Terziario) – codice adesione: FITE
  • FON.TER. (Fondo per la Formazione nelle Imprese del Settore Terziario: comparti turismo e distribuzione servizi) – codice adesione: FTUS
  • Fond.E.R. (Fondo per la Formazione Continua degli Enti Religiosi) – codice adesione: FREL
  • For.Agri. (Fondo di Settore per la Formazione Professionale Continua in Agricoltura) – codice adesione: FAGR
  • Formazienda (Fondo per la formazione nei comparti del commercio, del turismo, dei servizi, delle professioni e delle PMI) – codice adesione: FORM
  • FBA (Fondo per la Formazione Continua nei settori del Credito e delle Assicurazioni) – codice adesione: FBCA
  • Fonservizi (Fondo per la formazione continua nei servizi pubblici industriali) – codice adesione: FPSI
  • Fondolavoro (Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua delle micro, piccole, medie e grandi imprese – codice adesione: FLAV

Scegliere e cambiare fondo interprofessionale

Ci sono vincoli settoriali o dimensionali che regolamentano l’adesione a un fondo piuttosto che all’altro?

No, ogni azienda è libera di aderire al fondo che preferisce, indipendentemente dalla sua dimensione e dal settore in cui opera.

È possibile passare da un Fondo all’altro?

Sì, le aziende interessate alla mobilità tra Fondi interprofessionali dovranno comunicare la revoca dal precedente Fondo tramite la “DenunciaAziendale” del flusso UNIEMENS, inserendo all’interno dell’elemento “FondoInterprof”, opzione “Revoca”, il codice REVO e selezionando, contestualmente nella stessa Denuncia, il codice del nuovo Fondo al quale intendono trasferirsi.

È possibile trasferire da un fondo all’altro gli accantonamenti già maturati?

L’INPS ha pubblicato il 1° ottobre 2009 la Circolare n. 107 in cui indica le modalità operative per il trasferimento, in caso di adesione ad un nuovo Fondo con contestuale revoca dell’adesione al Fondo precedente, del 70% del totale delle somme versate nel triennio antecedente.

Il trasferimento delle risorse non può riguardare aziende che, in ciascuno dei tre anni precedenti, rispondono alla definizione comunitaria di micro e piccole imprese (imprese autonome con meno di 50 dipendenti ed un fatturato o un bilancio totale annuale non superiore a 10 milioni di €) e l’importo da trasferire dev’essere almeno di 3.000€.

L’azienda interessata al trasferimento dei fondi dovrà inviare apposita richiesta al Fondo di provenienza (e per conoscenza al nuovo Fondo) per il trasferimento delle risorse, dichiarando di essere in possesso dei requisiti di cui alla Legge 2/2009, art. 19, comma 7-bis.

Qual è il fondo migliore?

Dipende! Le variabili da considerare sono molteplici: dimensione dell’azienda, tipologia delle esigenze formative, urgenza nell’attivazione dei corsi, ecc.

Il nostro lavoro consiste, appunto, nel consigliare al meglio le aziende e orientarle nella scelta del fondo interprofessionale più adatto alle loro esigenze.

Come funzionano i fondi interprofessionali

Le modalità di finanziamento sono sostanzialmente tre:

  • Conto Formazione Aziendale
  • Conto Aggregato
  • Conto di Sistema

Nel Conto Formazione Aziendale confluiscono una parte (70% o 80%) degli accantonamenti dell’azienda titolare del conto, che può utilizzarli in autonomia per finanziare la formazione del proprio personale in qualsiasi momento, presentando un proprio piano formativo.

Nel Conto Aggregato confluiscono le risorse di tante piccole imprese che individualmente accantonerebbero un ammontare limitato di versamenti. È un paniere che si compone di tanti 0,30% e che viene utilizzato per spesare la formazione (compresi i corsi obbligatori in materia di sicurezza) delle imprese aderenti.

Nel Conto di Sistema confluisce la parte rimanente delle risorse versate a livello nazionale da tutte le aziende aderenti a quel fondo (detratti i costi di funzionamento del fondo stesso). È quindi un conto generale, a cui possono attingere tutte le aziende partecipando ad appositi bandi periodici.

Tutti i Fondi hanno il conto formazione aziendale?

No, alcuni hanno solo il conto di sistema, quindi funzionano solo tramite bandi.

Fondi interprofessionali: vantaggi e criticità

In questa sezione abbiamo cercato di riunire quali sono i vantaggi e le criticità che oggi il mondo dei fondi interprofessionali esprime. Una valutazione sintetica che può aiutare le aziende a scegliere e capire come muoversi in questo particolare mondo.

Vantaggi

  • Possibilità di finanziare gran parte della formazione
  • Opportunità di finanziamento anche per aziende medio piccole
  • Recupero dello 0.30% che viene versato obbligatoriamente all’INPS per ogni dipendente

Criticità

  • Funzionamento differenziato da un fondo all’altro;
  • vincoli di alcuni fondi a bandi specifici;
  • necessità del supporto di una società specializzata.

Si ritiene, comunque, che queste criticità siano piuttosto marginali rispetto ai vantaggi.

Che fondo scegliere, quindi?

Bisogna tener conto che non tutti i fondi funzionano allo stesso modo (alcuni, ad es. non hanno il conto aziendale, altri non permettono di creare un conto aggregato, altri ancora pubblicano pochissimi bandi e molto chiusi); pertanto se un cliente è già aderente ad un fondo, valutiamo in prima battuta che fondo è e in seconda battuta se funziona bene, ma chiediamo anche se ci sono opportunità di accesso nello specifico momento in cui ci approcciamo al fondo.

Se non ha mai fatto alcuna adesione (o se versa ad un fondo disfunzionale e poco utilizzabile) lo orientiamo noi. Un esempio indicando tre fondi con i quali lavoriamo:

  • Aziende con più di 50 dipp. => Fondimpresa (per sfruttare il conto aziendale)
  • Aziende con meno di 50 dipp. => Fonditalia (per aderire al Conto Aggregato di Saef)

Aziende piccole che hanno molta urgenza e vogliono fare solo sicurezza => Fondoprofessioni (per sfruttare il Voucher che rimborsa fino all’80% delle spese sostenute e si può chiedere subito).

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